Distanze

Per alcuni anni Cosimo Epicoco ha condotto ricerche. procedurali e materiche, sulle “traslazioni” di espressioni pittoriche, ottenute mediante Fuso di carte veline inumidite e trascoloranti. che emulavano componimenti astratto-informali. L’artista, però, avverte quanto quei modi portati all’estremo e alla reiterazione rischiano di risultare nel tempo una sterile compilazione di gusto decorativo; e dopo una fase di riflessione, avvia un nuovo ciclo non senza svolte.
• L’attuale punto darrivo, invero solo tappa di un percorso tutto da seguire, è data da una sorta di sincretismo tra le provate esperienze e il linguaggio iconico; ovvero una riconversione coerente dello sviluppo creativo che tralascia quanto ha caratterizzato sin qui la produzione ora abbinata a certo recupero figurale.
• Talune motivazioni senza dubbio affiorano da urgenze direttamente confrontabili con i trend attuali della cultura visiva contemporanea. Talaltre dallacum esigenza di misurarsi con più chiare poetiche ispirate alla propria presenza di uomo calato nel contesto sociale.
• Le carte veline continuano a sovrapporsi sui supporti in tavola, dal cui fondo-ed è la sua novità-emergono, sino a riempire l’interezza della superficie. svariati volti, disegnati e dipinti a olio o acrilico. E’ un ritorno all’immagine di atti istantanei, fermati in piani ravvicinati.
• Le forme sottostanti non riescono immediatamente distiguibili da un punto di vista percettivo; quasi che le carte colorate velassero per quanto possibile i soggetti, come superficie epidermica o vetrata colorata o tendina trasparente frapposte al riguardante.
• Solo una più attenta, distante osservazione consente la ricostruzione di apparizioni ctonie.
• Più di una volta le indagini di Epicoco accennano esperienze attinenti il percorso soggettivo didattico-pedagogico, vissuto in quotidiano contatto con soggetti disabili affetti da cerebropatie o down.
• Ognuno dei ritratti estrapolati dall’artista si affaccia dai singoli riquadri, come se si trovasse entro spazi teatrali; compie atteggiamenti straniati, gesti apparrentemente insignificanti o espressioni anomale.
• Il “regista” li ha resi attori protagonisti, capaci di rivelare cariche comunicative ed energia emotiva insospettabili. Improvvise stesure di colore evocativo contagiano le omogenee tonalità delle veline, per sottolineare i particolari caratteri espressivi assunti dagli sguardi penetranti, dai movimenti della bocca schiusa, dalle mosse incontrollate delle mani.
• In una società preoccupata di apparire “sani e belli”, Epicoco si rivolge all’essenza comportamentale delle persone e della loro vita che oltrepassa le dimensioni della normalità accetta. E di una umanità lontana, dai valori inesprimibili nel racconto verbale o nella scrittura, l’arte scopre la singolare estetica, screditata e disdicevole, sottomessa e segreta, di “diversi da chi”.
Massimo Guastella

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